Il parlamento dello stato decide le sue leggi con il voto dei deputati. Un deputato propone una legge; in una repubblica anche il leader e i ministri possono proporne una senza avere un seggio. Escluso il dittatore, ognuno ha una sola proposta aperta alla volta, e chi l'ha presentata può ritirarla finché è aperta. Votano solo i deputati: una volta, sì o no, e il voto non si può cambiare; chi perde il seggio perde il voto.
La votazione dura 24 ore. Alla scadenza una legge passa se i sì superano i no; un pareggio o l'assenza di voti la respinge. Quando i sì superano la metà dei seggi del parlamento, la legge passa senza attendere; l'indipendenza di una regione attende sempre le 24 ore. Le leggi rapide, come tasse, trasferimenti del tesoro e alleanze, le accetta con una sola approvazione il ministro competente o il leader al posto del parlamento; nome e bandiera dello stato proposti dal leader si applicano subito.
Proclamare e revocare una dittatura sono leggi all'80%. Passano subito quando l'80% dei seggi vota sì; alla scadenza, quando l'80% dei voti espressi è sì, senza requisito di partecipazione. Per proclamare una dittatura lo stato deve avere almeno 7 giorni.
In una dittatura l'elezione del leader si ferma e le elezioni del parlamento continuano. Le leggi diverse da quelle rapide le approva il dittatore o il ministro competente e si applicano subito; una legge non approvata entro 24 ore decade. Il parlamento revoca la dittatura con la stessa regola dell'80%, e il dittatore non può partecipare a quel voto. Se il dittatore si dimette, la dittatura finisce e non viene mai trasmessa; in entrambi i casi parte subito un'elezione anticipata del leader di 24 ore.


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